La bottega

Ingresso di via Leon d'Oro 14 Ingresso di via Leon d'Oro 14

Ferruccio Bolognesi nel 1993 passando per una via del centro storico di Mantova notò sull’angolo di Piazza Leon Battista Alberti una vecchia bottega addossata alla Basilica di Sant’Andrea chiusa da un grande portone antico in legno.Rimase affascinato dal posto e si informò se per caso qualcuno fosse interessato ad affittare il locale che sarebbe stato perfetto per un’esposizione permanente delle proprie opere dopo aver girato per circa quarant’anni in Italia e in varie parti del mondo.Concluso l’affare portò quadri,sculture stampe e materiale di scena in via Leon D’oro in quella che era stata fin dall’ottocento la bottega prima di un fabbro poi di un rivenditore di oggetti in ferro battuto e utensili per l’agricoltura.

In breve tempo si rese però conto che per portare avanti l’attività doveva continuare a produrre adattandosi alle richieste della committenza,creare cioè in vari materiali i soggetti che gli venivano richiesti,il retrobottega divenne così anche laboratorio.Io ho cominciato a lavorare nella bottega per sostituire per qualche ora mio padre portando inizialmente con me il lavoro di traduttrice .Nel giro di poco tempo ho iniziato a seguire il lavoro di stampa delle sue acqueforti e ad affiancarlo per altre mansioni come gli allestimenti nella bottega e la saldatura delle opere in ferro che avevo appreso da Aldo Bacchi indimenticabile collaboratore e amico.Nel 1995 ho iniziato a lavorare stabilmente in via Leon D’oro.

Dunque ho ripreso una collaborazione con mio padre che si era interrotta all’inizio degli anni ottanta, infatti dopo il diploma al liceo Linguistico a metà degli anni settanta, mi sono iscritta al DAMS di Bologna per poter seguire mio padre nel suo lavoro di scenografo-costumista per opere del primo melodramma.Avevo collaborato con lui con le mansioni di direttrice di scena (vedi “per Verdi e altri scritti”, del musicologo Claudio Gallico ediz. Olschki) e lo avevo seguito a Roma nell’atelier Tirelli dove furono realizzati i costumi teatrali tratti dai bozzetti di mio padre per opere di Monteverdi e Paisiello(vedi “Vestire la scena,l’atelier Tirelli” pubblicato nel 1993 in occasione della mostra a Palazzo Te dove sarà esposta una tempera-bozzetto di Ferruccio, “Il combattimento di Tancredi e Clorinda”).

L'interno bottega L'interno bottega

Dopo aver superato gli esami fondamentali e alcuni altri inerenti il teatro,abbandono l’università per occuparmi di cronaca teatrale presso due quotidiani a Bologna. Poi per mancanza di fondi mi sono dedicata ad altri lavori fino a quando mi sono diplomata interprete traduttore presso la Ssit di Mantova ad ordinamento universitario.Questa laurea breve mi ha aiutato quando ho ripreso nel 93 la collaborazione con mio padre,sia per consultare testi d’arte che per illustrare il suo iter artistico anche ad un pubblico non italiano.Nel 95 incido le prime acqueforti e realizzo strutture in ferro su mio disegno con le tecniche apprese da mio padre e dagli altri artigiani-artisti suoi collaboratori e in seguito inizio anche a stampare le mie incisioni creando edizioni a tiratura limitata.