Artista fondatore

Ferruccio Bolognesi davanti alla bottega Ferruccio Bolognesi davanti alla bottega

Ferruccio Bolognesi (21 febbraio 1924 – 16 gennaio 2001) nasce a Mantova.Ancora adolescente partecipa alle lotte partigiane ed inizia ad interessarsi alla letteratura,alla musica e al teatro di ogni tipo che già aveva apprezzato da bambino quando ammirava estasiato i circhi che stazionavano in città in piazza Virgiliana. Infatti i soggetti della sua grafica e della sua pittura quando a metà degli anni cinquanta prenderà in mano i primi pennelli,si ispireranno spesso ai personaggi e alle atmosfere del circo e della musica.In quegli anni viene assunto come ragioniere alla Banca Agricola Mantovana dove lavorerà per trent'anni riservando alle ore serali la passione per la pittura già apprezzata da critici e galleristi negli anni sessanta (mostre a Suzzara,Milano,Roma,Lugano e Parigi). Invitato negli anni settanta al premio Luzzara ideato da Cesare Zavattini,vince il primo premio con una grande tempera su tela “Il funerale in Sicilia”ora al museo Cesare Zavattini. Era stato lo scultore di monumenti Marino Mazzacurati che lo aveva segnalato a Cesare Zavattini e al critico d'arte Raffaele De Grada che scriverà negli anni importanti testi critici sull'arte di Bolognesi segnalandolo sul catalogo nazionale d'arte moderna Bolaffi nel 1975 e definendolo un naif sui generis: “le sue opere esprimevano un'elaborazione pittorica intrisa di surrealismo,con un mestiere che proveniva da una visione delle cose persino sofisticata e da un'angelicità ironica di alta e lontana cultura”. Come scrive ancora De Grada ”le sue immagini con angeli,cavalli,piazze circolari di paese con musicisti e funamboli,divennero per anni una sorta di emblema per le mostre di Luzzara,ma il suo immaginario era debordante e non più soddisfatto dalla pittura in sé e per sé comprese che la sua arte era affine alla musica,quindi consigliato dal musicista Claudio Gallico divenne scenografo e costumista per il melodramma preottocentesco. La sua prima collaborazione con Claudio Gallico fu nella “Nina pazza per amore” di Paisiello opera per cui Bolognesi disegnò scene e costumi.Il Maestro Gallico scrisse: “la visione di Bolognesi pareva conveniente a interpretare quella sentimentalità ingenua del teatro e del melodramma del settecento declinante,quel teatro dei buoni sentimenti….”L'opera rappresentata nel teatro del Bibiena a Mantova fu molto apprezzata e fu l'inizio di una feconda collaborazione con il musicista-direttore d'orchestra Claudio Gallico e sfociò nella nascita del laboratorio teatrale di Sabbioneta per la messa in scena di opere del primo melodramma:Dafne di Marco da Gagliano, Aeneis di Domenico Mazzocchi,Il combattimento di Tancredi e Clorinda,Il ballo delle Ingrate e Tirsi e Clori di Claudio Monteverdi.Dafne fu rappresentata a Mantova,Sabbioneta,all'Olimpico di Vicenza e a Londra al Victoria and Albert Museum alla presenza dei principi di Galles nel 1981 e a York.Di quest'opera Bolognesi curò scene,costumi e messa in scena.Il lavoro partiva da uno studio della musica e dei testi e si concretizzava in vari disegni preparatori con indicazioni di scena e suggerimenti per gli artigiani-artisti che collaboravano. Tutti i costumi che disegnava venivano realizzati dalla rinomata sartoria Tirelli di Roma che lavorava per i grandi registi del cinema e della lirica.

Foto di alcuni bozzetti dentro la bottega Alcuni bozzetti dentro la bottega

Dopo il “teatro”, dalla metà degli anni 80 fino agli ultimi anni della sua vita, il suo lavoro sarà caratterizzato dalla progettualità come mezzo per arrivare alla scultura su lamiera cruda di ferro,su rame e altri materiali fino alla produzione di oggetti di arte applicata che gli venivano commissionati per arredare spazi pubblici e commerciali,di installazioni per esterni ed interni che a tutt'oggi campeggiano in varie piazze e palazzi.I progetti realizzati in materiali di vario genere,dal legno, al cartone, alla plastica piuttosto che al tessuto e alla carta riciclata,venivano essi stessi considerati opere d'arte.In questi anni il suo lavoro si svolgerà sempre con l'uso di progetti-bozzetto e anche per questo passerà dallo studio alla bottega in via Leon D'Oro 14 dove tutt'ora la figlia Anna lavora creando opere su disegno personale con le stesse tecniche usate da Bolognesi come acquaforte, carta bruciata e lamiera di ferro sbalzata.

Pittore ~ Incisore ~ Scultore

Segnalato e quotato nel 1975 sul Catalogo nazionale d'Arte moderna Bolaffi

Ferruccio Bolognesi

Principale mostre collettive

Personali

Allestimenti permanenti